Mercoledì delle ceneri
  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi

L’anno di grazia del Signore – 2

L’anno di grazia del Signore – 2

L’anno liturgico – come è stato già detto – non si è creato in modo automatico e tanto meno è stato pensato a tavolino. La festa originaria delle prime comunità cristiane è stata sicuramente la domenica, che ha scandito il ritmo settimanale del cristiano. Di domenica in domenica le comunità celebravano l’unico mistero di Cristo nato, morto e risorto per la nostra salvezza. Esso era il giorno di cui i cristiani non potevano fare a meno. Alcuni martiri dei primi secoli accettarono la morte piuttosto che disertare la celebrazione domenicale dicendo che loro senza la domenica non potevano vivere. La domenica è il fondamento e il nucleo dell’anno liturgico. Dalla Pasqua settimanale i cristiani, verso la fine del II secolo, passarono a quella che è la Pasqua annuale; ad imitazione degli ebrei che ricordavano la loro Pasqua il 14 Nisan essi cominciarono a celebrare una domenica, quella dopo il plenilunio di primavera, come memoria annuale della Pasqua del Signore. Da lì poi passarono a celebrare i tre giorni santi (il venerdì il sabato e la domenica) come il triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, e celebrarono quei tre giorni in modo speciale. La grande festa di Pasqua fu prolungata per cinquanta giorni, la Pentecoste, come un tempo pieno di gioia in attesa del compimento della Pasqua con il dono dello Spirito Santo. In seguito si formò la settimana santa in quanto, soprattutto con l’influsso della comunità di Gerusalemme, si vollero rivivere tutti gli otto giorni che precedettero la Pasqua del Signore. Nella notte di Pasqua la Chiesa ha sempre celebrato i sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima, Eucaristia), e in prossimità della celebrazione pasquale ha riconciliato i penitenti. Queste due celebrazioni hanno fatto sì che si formasse la quaresima come tempo di preparazione alla pasqua per i catecumeni attraverso i diversi gradi dell’iniziazione cristiana, e per i penitenti attraverso la penitenza che portava poi alla riconciliazione al termine della quaresima.

Sempre nel IV secolo la Chiesa tenta di soppiantare una festa pagana molto sentita, il Natale solis invicti, con la celebrazione del Natale. Per diversi motivi si è voluto sottolineare l’incarnazione del Verbo attraverso la celebrazione natalizia in Occidente e quella dell’Epifania in Oriente. In Occidente la festa del Natale fu fatta precedere con un tempo di  preparazione che è il tempo di Avvento. Il resto delle domeniche oggi viene chiamato il «tempo ordinario».

L’anno liturgico ha avuto bisogno di molti secoli per arrivare all’attuale struttura che attraverso vari periodi ci aiuta a vivere meglio un aspetto della storia della salvezza dalla venuta del Cristo nella carne fino al suo ritorno definitivo alla fine dei tempi.

Oltre ai vari tempi dell’anno liturgico: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua, tempo ordinario, che normalmente chiamiamo «temporale», c’è il cosiddetto «santorale». Durante l’anno la chiesa celebra la vittoria di Cristo e la sua Pasqua che avviene nelle sue membra: la Vergine Maria e i santi: martiri, confessori, pastori, vergini, ecc.

Tutte queste feste non scompongono il mistero della salvezza in tanti piccoli avvenimenti, ma sottolineano questi eventi celebrando sempre e comunque l’unico e grande mistero della nostra salvezza. Cristo stesso diventa così il nostro tempo, anzi lui è «l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine, a lui appartengono il tempo e i secoli, a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen» (dalla Veglia pasquale).