Prossimo evento
  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi

Prossimo evento

  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi

Il tabernacolo

La rubrica di don Paolo - 8

Il tabernacolo

Se il luogo della presidenza lo possiamo collegare all’ambone, il tabernacolo lo possiamo collegare “idealmente” all’altare in quanto in esso si conserva il pane eucaristico che avanza dopo la celebrazione. Questo pane, in cui c’è la presenza reale di Cristo, viene conservato per il Viatico (che è la comunione che si da a chi sta in punto di morte), la comunione fuori della messa e ai malati e per l’adorazione eucaristica.

Il Benedizionale, al n. 1312, dice: “Il tabernacolo destinato alla custodia dell’Eucaristia ci richiama alla mente sia la presenza del Signore, che deriva dal sacrificio della Messa, sia i fratelli, che dobbiamo amare nella carità di Cristo. La Chiesa infatti nel dispensare i sacri misteri ad essa affidati da Cristo Signore, provvede anzitutto alla conservazione dell’Eucaristia per gli infermi e i morenti. Questo cibo celeste, riposto e custodito nelle chiese, è adorato dai fedeli”.

Questa indicazione ci permette di sottolineare due aspetti molto importanti: La conservazione dell’Eucaristia e l’amore per il prossimo, soprattutto vero i malati e i morenti, infatti è per loro che l’Eucaristia viene conservata, per non privarli di questo cibo e sostengo.

Se l’altare è il centro dell’edificio della chiesa, il tabernacolo, potremmo dire, ne è il cuore. È il luogo dell’incontro con il Signore in ogni momento della giornata; è la tenda del convegno, ove la presenza del Signore, nel sacramento eucaristico, accompagna e giuda il popolo fino alla casa del Padre.

La presenza del sacramento dell’Eucaristia nel tabernacolo è sottolineata dalla lampada. Anche a Mosé il Signore aveva ordinato che, davanti all’Arca dell’Alleanza, bruciasse la fiamma del candelabro (cfr. Es 27, 20-21). La lampada è come la guardia d’onore sempre perenne, simbolo della fede, dell’amore che i cristiani nutrono per l’Eucaristia.

“Il tabernacolo cristiano è sempre stato considerato “l’abitazione di Dio in mezzo agli uomini”, l’arca della nuova legge che contiene non il pane del ricordo di un cammino concluso nella terra promessa, ma il cibo che alimenta il pellegrinaggio verso il Regno, il Pane vivo disceso dal cielo, Cristo: pane della festa e della speranza, già prefigurato dalla manna della legge antica”.

Il Tabernacolo è bene che sia collocato in uno spazio adatto per la preghiera e per l’adorazione personale, infatti le norme emanate dopo il Concilio Vaticano II , suggeriscono una cappella riservata alla custodia dell’Eucaristia; ove non è possibile questo il tabernacolo può stare anche nello spazio del presbiterio.

Passando davanti al Tabernacolo ogni fedele è invitato a sostare facendo la genuflessione, un segno di adorazione per la presenza reale del Corpo del Signore nel pane consacrato; anche il ministrante è invitato ad avere questa attenzione verso il Signore facendo una genuflessione dignitosa, sostando davanti al tabernacolo e piegando il ginocchio destro fino a terra, oppure facendo un profondo inchino (se non può fare la genuflessione), ricordando che va fatto tutto nella bellezza del gesto espressione di un amore profondo verso il Signore. Prima di iniziare il suo servizio è bene che il ministrante si fermi un po’ davanti al tabernacolo per raccogliersi in preghiera e per chiedere al Signore che, attraverso il suo servizio, possa amare i suoi fratelli come il Signore Gesù.