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La Domenica – 1

Giorno del Signore Risorto e della Chiesa

La Domenica – 1

«Fin dalla sua prima origine, la comunità cristiana ha individuato un giorno come suo proprio, e lo ha chiamato “giorno del Signore” (Ap 1,10). Questo giorno era il primo della settimana ebraica (At 20, 7); in esso i cristiani si riunivano per “spezzare il pane” e per ascoltare la predicazione degli Apostoli e dei loro collaboratori (At 2, 46)» (Celebrare in Spirito e verità n. 84).

 

Giorno della risurrezione di Cristo

Questo primo giorno dopo il sabato era tenuto in grande considerazione dalle prime comunità cristiane perché era il giorno della risurrezione del Signore Gesù. Dai Vangeli emerge chiaramente che al terzo giorno, dopo la morte di Gesù, le donne si recarono con aromi, di buon mattino al sepolcro. Esse vi andarono dopo la Pasqua e trovarono il sepolcro vuoto; non trovarono il corpo del Signore ma ebbero delle visioni che attestavano che lui era risorto dai morti ed era vivo. Alla sera di quel primo giorno il Signore stesso apparve a due di loro che da Gerusalemme andavano verso Emmaus (cfr. Lc 24, 13-35), e poi ai Dodici riuniti nel Cenacolo. I Vangeli stessi ci ricordano sempre che queste apparizioni del risorto avvengono tutte al primo giorno della settimana. Il Signore non esaurirà le sue apparizioni al giorno della risurrezione ma “dopo otto giorni” di nuovo Gesù apparve ai discepoli riuniti nel Cenacolo. Questo ritmo settimanale, dato da Cristo, porta le prime comunità cristiane a ricordare “il primo giorno dopo il sabato” come il giorno del Signore, giorno in cui il Risorto è apparso alla sua Chiesa, giorno in cui la Chiesa si incontra con il Risorto e ripete questo appuntamento “ogni otto giorni”. Per le comunità cristiane diventa quindi essenziale celebrare il fondamento di tutta la fede, che è la risurrezione del Signore, in questo giorno; il nome pagano “giorno del sole”, attribuito al primo giorno della settimana, sarà sostituito proprio con il nome di “giorno del Signore”, Domenica.

 

Giorno della Pasqua

La fedeltà delle comunità alla celebrazione della domenica porterà ad una maggiore comprensione del significato di questo giorno. In esso Cristo è risorto dai morti e con la sua risurrezione fa nuove tutte le cose. La Pasqua è così il compimento pieno di quella creazione che il Padre aveva iniziato “al primo giorno della settimana” nell’in principio del mondo. In quel primo giorno «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattino: primo giorno» (Gen 1, 3-5). Nel primo giorno del mondo la luce vince le tenebre ed è l’inizio della creazione; al “primo giorno dopo il sabato” la luce di Cristo che risorge glorioso vince e disperde le tenebre del peccato e della morte ed ha inizio una nuova creazione in Cristo. Come all’inizio Dio benedisse ogni cosa, così anche la risurrezione di Cristo è principio di ogni benedizione e di ogni dono per l’umanità.

 

Giorno del dono dello Spirito Santo

Al cinquantesimo giorno della Pasqua, la Chiesa ha ricevuto il dono dello Spirito santo. Anche questo evento della nostra salvezza avviene al primo giorno della settimana, in esso lo Spirito scende sugli Apostoli nel Cenacolo e nasce la Chiesa, nuovo popolo di Dio e primizia della nuova creazione. «Apparendo agli Apostoli la sera di Pasqua, Gesù alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23). L’effusione dello Spirito fu il grande dono del Risorto ai suoi discepoli la domenica di Pasqua. Era ancora domenica, quando, cinquanta giorni dopo la risurrezione, lo Spirito scese con potenza, come «vento gagliardo» e «fuoco» (At 2, 23) sugli Apostoli riuniti con Maria. La Pentecoste non è solo evento originario, ma mistero che anima permanentemente la Chiesa. Se tale evento ha il suo tempo liturgico forte nella celebrazione annuale con cui si chiude la «grande domenica», esso rimane inscritto, proprio per la sua intima connessione col mistero pasquale, anche nel senso profondo di ogni domenica. La «Pasqua della settimana» si fa così, in qualche modo, «Pentecoste della settimana», nella quale i cristiani rivivono l’esperienza gioiosa dell’incontro degli Apostoli col Risorto, lasciandosi vivificare dal soffio del suo Spirito» (Dies Domini n. 28).

 

Giorno del ritorno glorioso del Signore

Nel Nuovo Testamento la domenica appare sia come primo giorno della settimana ma anche come giorno che prolungava il settimo giorno, cioè il sabato, e per questo essendo il giorno dopo il settimo diventa ottavo. L’ottavo giorno è un giorno che va al di là del tempo e dello spazio, è il giorno dopo lo scorrere di tutto il tempo, è il giorno dell’eternità. Gregorio Magno scrive: «La domenica, in quanto ottavo giorno, annuncia l’ultimo giudizio e la risurrezione universale, di cui la risurrezione del Signore ci ha dato il pegno. … terzo giorno dopo la passione e ottavo in rapporto alla creazione, è quello in cui risusciteremo dalla morte corporale e la carne parteciperà alla felicità dell’anima». L’ottavo giorno è il giorno del ritorno definitivo di Cristo, è il giorno senza tramonto in cui noi entreremo al banchetto festoso delle nozze dell’Agnello, è il giorno che annuncia la vita eterna.

 

(continua)