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LA RUBRICA DI DON PAOLO 5 – Il fonte battesimale

LA RUBRICA DI DON PAOLO 5 – Il fonte battesimale

Entrando in una chiesa parrocchiale, oltre agli spazi legati alla celebrazione dell’Eucaristia, troviamo anche due luoghi legati alla celebrazione del Battesimo e della Riconciliazione. Il fonte battesimale e il luogo della riconciliazione completano il nostro ideale itinerario attraverso la chiesa per scoprirne gli spazi e lasciarci istruire da essi.

Il luogo legato alla celebrazione di questi sacramenti, come gli altri luoghi della celebrazione rituale, non è solo funzionale ma diventa luogo simbolico che assume significati proprio dalla celebrazione che vi si svolge.

 

IL FONTE BATTESIMALE

Dopo la sua risurrezione, il Signore Gesù, prima di salire al Padre diede ai suoi discepoli questo comando: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…» (Mt 28, 19). Da allora la comunità cristiana non ha mai tralasciato di predicare il Vangelo e di battezzare coloro che credevano nel Signore Gesù e si convertivano al cristianesimo. Il battesimo era una “immersione con Cristo nella morte per risorgere con lui ad una vita nuova”, ed è per questo che coloro che ricevevano il battesimo venivano immersi per tre volte nell’acqua e venivano battezzati nella fede trinitaria. Racconta Luca nel libro degli Atti degli Apostoli che Filippo quando incontra l’eunuco della regina Candace lo battezza nell’acqua di un fiume, anzi è il funzionario stesso che «dice a Filippo: “Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?” Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco ed egli lo battezzò» (Atti 8,36-38). La Chiesa, dopo la Pasqua non ha mai tralasciato di adempiere questo comando del Signore e fin dall’inizio ha conferito il battesimo immergendo i catecumeni per tre volte nell’acqua. Si preferiva acqua corrente, infatti la Didaché dice che si deve battezzare in acqua viva, cioè in acqua corrente, ma se ciò non è possibile si può battezzare anche in altri modi e per la prima volta compare l’indicazione che si può battezzare versando per tre volte l’acqua sulla testa del battezzato, ma questo si può fare solo se c’è poca acqua a disposizione. Il battesimo si amministrava quasi sicuramente lungo i corsi d’acqua, ma ben presto ci si trasferisce presso le Domus per molti motivi, compreso il fatto che le temperature non sempre favorivano il battesimo sulla riva dei fiumi o dei torrenti. Si inizia così a creare uno spazio adatto per la celebrazione di questo sacramento e con l’avvento della pace costantiniana si cominciano a costruire dei battisteri.

Questi sono luoghi grandi, costruiti normalmente davanti alle cattedrali e più tardi anche davanti alle chiese parrochiali, dove al centro c’era una grande vasca per il Battesimo. Non ci dimentichiamo che il battesimo era amministrato di norma per immersione e ad adulti, per questo c’erano ampie vasche in cui era agevole poter immergere una persona adulta. Quasi sempre questi luoghi erano a forma ottagonale, che richiamavano l’ottavo giorno, cioè il giorno della risurrezione di Cristo o a forma di croce greca o a forma circolare. C’era sempre un forte legame con la Pasqua sia nell’architettura che con il tempo e non a caso la notte dei battesimi era in un primo tempo solo la notte pasquale durante la grande veglia e in un secondo tempo anche la pentecoste che è il compimento della pasqua.

Nella vasca anch’essa di forma ottagonale o circolare vi si scendeva attraverso delle scalette e quasi mai si riusciva dallo stesso lato ma si risaliva dalla parte opposta a significare il passaggio, la pasqua che i catecumeni vivevano, era il loro passaggio del Mar Rosso dalla schivitù del peccato e della morte alla libertà e alla vita dei figli di Dio.

La necessità dell’acqua richiamava al catecumeno che veniva battezzato, sia la dimensione della vita nuova che gli veniva donata nel battesimo, infatti l’acqua è capace di donare vita anche nei nove mesi che precedono la nascita dell’uomo, sia l’aspetto della purificazione e del lavacro. La necessità antica, e che è ripresa anche dalle indicazioni attuali dell’acqua viva – corrente, ci rimanda proprio a questo significato.

Quando cominciarono a diminuire i battesimi per immersione di adulti e si diffuse il battesimo dei bambini e per di più per infusione, cioè versando sulla testa del battezzando per tre volte l’acqua, accanto alla grande vasca centrale presente nei battisteri cominciano ad apparire delle vasche più piccole per il battesimo dei bambini fino a quando non essendoci più i battesimi degli adulti scompaiono del tutto sia le vasche che i battisteri. Infatti la piccola vasca per il battesimo dei bambini, che chiamiamo fonte battesimale (mentre battistero è la struttura staccata dalla chiesa ove era contenuto il fonte battesimale) passa dal battistero alla chiesa, collocata in fondo subito dopo la porta d’ingresso. Questa sistemazione sottolinea il fatto che il battesimo è porta di tutti gli altri sacramenti e attraverso il battesimo noi entriamo a far parte della chiesa. Scompare però in questo modo il battesimo per immersione e ciò che era un modo straordinario di amministrare il sacramento diventa una forma ordinaria cioè il battesimo per infusione che è l’unico possibile con questo tipo di fonte battesimale.

Oggi le norme ci indicano per la costruzione del luogo del Battesimo sia la possibilità di avere nella chiesa uno spazio staccato dal luogo dell’assemblea ma comunicante con essa che potremmo chiamare battistero o un fonte battesimale collocato proprio dentro l’aula liturgica. Si deve avere la possibilità di amministrare il battesimo sia per immersione che per infusione, si deve tener presente che ci sono molti adulti che non essendo battezzati chiedono il battesimo e si può avere la possibilità di avere acqua corrente, “viva”, nel fonte e attualmente è agevole avere anche acqua calda. Tutto questo restituisce al luogo del battesimo quel grande significato che aiuta a comprendere meglio anche la celebrazione e il sacramento stesso.

Il luogo del Battesimo ci ricorda come da questo spazio nascono alla chiesa i nuovi figli esso diventa grembo fecondo della chiesa madre che nella Pasqua del Signore genera alla vita nuovi figli. E’ nell’acqua viva che noi nasciamo a vita nuova e partecipiamo alla stessa pasqua del Signore, tanto che per il suo collegamento simbolico all’ottavo giorno, il fonte battesimale diventa, oltre che grembo fecondo della chiesa, anche tomba vuota ove i figli di Dio risuscitano con Cristo ad una vita nuova. La preferenza della Chiesa alla celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella veglia pasquale o almeno nella Domenica, Pasqua settimanale, sottolinea la dimensione pasquale e del sacramento e del luogo in cui esso si celebra; questa dimensione è data anche dalla presenza del cero pasquale non solo durante la celebrazione dei Battesimi, ma anche durante tutto l’anno – eccetto il tempo pasquale – perché è proprio vicino al fonte battesimale che va conservato il cero. Il cero pasquale simbolo della luce del Crsto che risorge glorioso e disperde le tenebre del peccato e della morte, rende questo luogo un luogo luminoso, un luogo adatto a coloro che sono “illuminati”, infatti così venivano chiamati i battezzati nella notte pasquale, e il battesimo stesso un sacramento di luce. E’ auspicabile che vicino al fonte battesimale, in un’apposita custodia siano conservati anche gli oli santi e il Sacro Crisma che servono per la celebrazione dei saramenti dell’iniziazione cristiana. Tutto questo spazio, così importante e fondamentale deve essere conservato e custodito nel decoro e nella pulizia oltre che nella bellezza.

Ognuno di noi entrando in chiesa, passando accanto al fonte sosta con il cuore pieno di gratitudine verso il Padre e, mentre fa memoria e rinnova le promesse battesimali, innalza lodi al Signore che chiama i credenti attraverso una vocazione santa a far parte della sua famiglia che è la Chiesa.