Mercoledì delle ceneri
  • 00

    giorni

  • 00

    ore

  • 00

    minuti

  • 00

    secondi

Entriamo nella Quaresima

Entriamo nella Quaresima

Mercoledì delle ceneri

 

«Chiediamo al Signore di benedire queste ceneri con cui sarà segnata la nostra fronte come segno di penitenza».

Durante la celebrazione, dopo aver ascoltato la Parola, il sacerdote invita i fedeli alla preghiera e benedice le ceneri fatte, normalmente, con i rami benedetti alla Domenica delle Palme dell’anno precedente.

 

Un tempo di conversione

Poi ognuno riceve sulla testa un po’ di cenere mentre il celebrante dice: «Convertiti e credi nel Vangelo» (Mc 1,15) o «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai» (Gen 3,19)

Anche se le ceneri sono imposte sulla fronte o sulla testa, che è la sede dell’intelligenza e del pensiero, è al cuore che è rivolto l’invito. Le parole pronunciate dal celebrante invitano il credente a ricordare la sua fragilità, a interrogarsi sul suo destino, a convertirsi, cioè a rendere la sua vita conforme al Vangelo. Quest è il vero senso della quaresima.

Questo è ciò che la prima lettura del Mercoledì delle Ceneri ci ricorda (Gl 2,13): «Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».

Da parte sua, San Paolo invita il credente, «nel nome di Cristo, […] a riconciliarsi con Dio, a non accogliere invano la grazia di Dio».

 

Un tempo di penitenza

Il Salmo 50 esprime il cammino penitenziale che segnerà tutta la Quaresima.

In primo luogo, rivela l’atteggiamento di Dio: «il tuo amore», «la tua grande misericordia» … quindi l’atteggiamento dell’uomo: «Conosco il mio peccato», «la mia colpa», «le mie iniquità».

Possiamo quindi notare le richieste espresse dalla preghiera del peccatore: «cancella il mio peccato», «lavami», «purificami», «crea in me», «rinnova in me uno spirito fermo», «non scacciarmi», «non privarmi», «ridonami», «apri le labbra».

Infine, il perdono e la misericordia di Dio aprono un futuro: «La mia bocca proclamerà la tua lode». Si tratta di «vivere la nuova vita a immagine del Figlio risorto» (da una preghiera prima del rito dell’imposizione delle ceneri).

 

Perché ceneri?

Coprirsi di cenere o sedere sulla cenere come segno di penitenza è una pratica spesso riportata nell’Antico Testamento. Dopo la predicazione di Giona, il re di Ninive «siede sulla cenere» (Gio 3, 6). In 2 Samuele 13,19, Tamar «prende la cenere e copre la testa».

Il rito può essere un rito di penitenza ma anche un rito di sofferenza di fronte a ciò che si è vissuto.